Carrello (Vuoto) 0

Tra i servizi che offriamo c'è la programmazione del chip RFID. Spesso, tuttavia, c'è confusione su come si possa effettuare questa programmazione, o più precisamente quali valori sono accettati e quanto spazio si ha a disposizione.

Prima di entrare nel vivo, ricordiamo che, dei 4 tipi di memoria RFID, solo 2 sono programmabili: la memoria EPC e la user memory (se presente). La memoria riservata e il TID, infatti, non sono riscrivibili.

Tutti i Tag RFID UHF vengono forniti da ciascun produttore con una stringa di caratteri già codificata nel banco di memoria EPC. Tuttavia, questo non significa che la memoria del Tag non debba essere riscritta, per gli scopi ai quali è destinato. La user memory è solitamente vuota.

 

Perché programmare l'EPC

A seconda del tipo di chip (e in particolare del produttore), l'EPC può avere diverse impostazioni di fabbrica. Alcuni produttori forniscono chip programmati tutti con la stessa stringa di codice; altri, con un codice univoco. Se si vuole utilizzare l'EPC impostato dalla fabbrica, è bene verificare come questo viene fornito.

L'EPC può essere usato per scopi diversi: per identificare univocamente un asset, oppure per contenere informazioni specifiche, come un contatore, o il codice di un prodotto. Nel secondo caso, è evidente che debba essere sovrascritto; mentre nel primo caso, se ogni EPC è già programmato con un codice univoco dalla fabbrica, è possibile saltare un passaggio e utilizzare la stringa già programmata. Per lo stesso scopo (l'associazione di un codice a un certo asset), è possibile anche utilizzare il TID del chip.

Questi aspetti sono da valutare in base alle proprie esigenze, alla grandezza delle varie memorie, e anche alle fasi previste di applicazioni del Tag. Se infatti si può risparmiare il passaggio di programmazione, bisogna anche considerare che, per associarlo, il Tag deve comunque essere letto: bisogna capire quale soluzione richiede meno tempo, e quindi meno dispendio di risorse.

I Tag che sono effettivamente codificati con un EPC univoco e casuale possono essere potenzialmente utilizzati senza essere riprogrammati, perché le possibilità di trovare due codici identici sono pari a zero. Ad esempio, il numero EPC su un chip Alien viene creato utilizzando una combinazione dell'ID del wafer su cui si trova il chip, della posizione del wafer e di una parte degli ultimi 35 bit del numero TID. Insieme, questi elementi creano un fattore di serializzazione univoco a 32 bit alla fine dell'EPC.

I Tag non codificati con un EPC univoco e casuale devono essere ricodificati prima dell'uso. Alcuni Tag sono venduti, come abbiamo detto, con lo stesso EPC per tutta la bobina di Tag; altri hanno EPC randomizzati che però non sono garantiti come univoci.

Quindi, come prima cosa, è necessario determinare se i Tag selezionati hanno un EPC univoco, casuale o serializzato. Questo può essere fatto controllando le specifiche tecniche del Tag RFID.

 

Bit, Hex e ASCII - Quanta memoria serve

La memoria dei chip RFID viene solitamente espressa in bit. I bit sono unità di informazione di base. Un bit può assumere solo i valori zero e uno. I bit sono trasmessi in gruppi da 4 cifre e questo sistema binario è alla base di tutti i messaggi digitali.

Partendo dai bit, infatti, si possono creare messaggi più complessi, sfruttando due formati di codifica più comuni per i Tag RFID: Hex e ASCII.

La codifica esadecimale (chiamata anche Hex, o a base 16), è un metodo che utilizza 16 valori: i numeri da 0 a 9 e le lettere da A a F.

I gruppi di 4 bit possono assumere 16 valori diversi (da 0000 a 1111), e ogni stringa da 4 bit coincide con 1 carattere esadecimale (chiamato anche byte).

Quando viene letto un EPC da 96 bit, vengono trasmessi al lettori 96 valori di 0 e 1. Questi corrispondono a un quarto dei valori espressi in Hex. Quindi:

  • 32 bit corrispondono a 8 caratteri Hex
  • 64 bit corrispondono a 16 caratteri Hex
  • 96 bit corrispondono a 24 caratteri Hex
  • 128 bit corrispondono a 32 caratteri Hex
  • 256 bit corrispondono a 64 caratteri Hex

La codifica ASCII (American Standard Code for Information Interchange) è più complessa, vale a dire che utilizza 128 valori possibili. Ogni carattere ASCII, però, richiede 2 byte, cioè 2 caratteri Hex, espressi in 8 bit. Con la codifica ASCII, i valori che la stringa può assumere comprendono tutte le lettere dell'alfabeto inglese (maiuscole e minuscole), i numeri e alcuni caratteri speciali, come il punto di domanda e l'asterisco.

In sintesi, ogni carattere ASCII richiede 8 bit, quindi:

  • 32 bit corrispondono a 4 caratteri ASCII
  • 64 bit corrispondono a 8 caratteri ASCII
  • 96 bit corrispondono a 12 caratteri ASCII
  • 128 bit corrispondono a 16 caratteri ASCII
  • 256 bit corrispondono a 32 caratteri ASCII

La memoria dei Tag RFID è piuttosto limitata. Molti chip hanno l'EPC da 96 o da 128 bit. Risulta evidente che la codifica ASCII, richiedendo più memoria, viene adottata raramente. È da notare anche che la memoria EPC di un Tag viene comunque codificata sempre in formato esadecimale. Quindi, se si desidera utilizzare caratteri ASCII, è necessario implementare nel proprio software una formula di conversione ASCII-Hex per la codifica e la lettura dei Tag RFID.

 

In conclusione

Per concludere, ecco i nostri consigli.

  1. Valutare se si può utilizzare il TID o se è necessario utilizzare la memoria EPC
  2. Valutare se è necessario programmare la memoria EPC
  3. Valutare il tipo di codifica richiesto e calcolare la quantità di memoria richiesta

Non sempre i Tag RFID con le caratteristiche fisiche che rispondono alle nostre esigenze sono disponibili con il chip richiesto, quindi a volte si rende necessario cambiare strategia. Ad esempio, valutare di utilizzare una codifica Hex invece che ASCII.

Va anche detto che i Tag più costosi spesso ospitano chip con memorie più ampie rispetto alla media. Ad esempio, il Confidex Ironside Flag è prodotto con il Monza 4E, che ha un EPC da 496 bit e una user memory da 128 bit, in modo da soddisfare la maggior parte delle richieste relative alla memoria.

 

Confronta le caratteristiche dei principali chip RFID