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I Tag RFID UHF di tipo Class 1 Gen 2 hanno una struttura della memoria standardizzata e ben precisa. I chip RFID UHF dei principali produttori mondiali seguono questo standard. Tra questi, fanno parte naturalmente i chip delle serie NXP UCODE e Impinj Monza. Ecco quindi i 4 tipi di memoria di cui sono dotati i chip RFID Gen2.

  1. Memoria riservata
  2. Memoria EPC
  3. Memoria TID
  4. Memoria utente

Pur seguendo lo stesso standard, va detto che la quarta memoria, la user memory, non è presente in tutti i chip. Inoltre, a eccezione della memoria riservata, le altre tre possono avere dimensioni diverse a seconda del chip. Per conoscere la dimensione esatta, si può fare riferimento la scheda tecnica dello specifico Tag RFID, oppure consultare le specifiche tecniche dei chip RFID.

Ora vediamo più nel dettaglio i 4 tipi di memoria.

 

1. Memoria riservata

Questo banco di memoria contiene le password kill e access (ciascuna di 32 bit). Di default, entrambe le password hanno valore '0', quindi sono disabilitate.

La kill password disabilita permanentemente il Tag, ovvero rende il Tag inutilizzabile. Si tratta di una funzione usata raramente, ma utile in alcuni settori, come ad esempio il retail: spesso il Tag RFID viene disabilitato durante il check out.

La access password può essere utilizzata per bloccare e sbloccare le capacità di scrittura del Tag. Tramite la access password, il Tag può assumere uno dei seguenti 4 stati:

  • Non bloccato
  • Non bloccato in modo permanente (non si può più bloccare)
  • Bloccato
  • Bloccato in modo permanente (non si può più sbloccare)

La memoria riservata è l'unica per cui può essere impostato il blocco anche in lettura. Per gli altri tipi di memoria, il blocco è solo per la scrittura.

 

2. Memoria EPC

Questo banco di memoria è pensato per contenere il codice EPC, o Codice Prodotto Elettronico, lo standard GS1 che identifica in modo univoco e inequivocabile i singoli prodotti (in parole povere, il codice a barre in formato RFID). Detto questo, la memoria EPC può essere usata liberamente, per la programmazione di codici personali, numeri di matricola, numeri di inventario, seriali e così via.

La memoria EPC ha un minimo di 96 bit di memoria scrivibile. La memoria EPC è ciò che viene tipicamente utilizzato nella maggior parte delle applicazioni se necessitano solo di 96 bit di memoria. Ci sono alcuni Tag che hanno la capacità di allocare più bit alla memoria EPC dalla memoria dell'utente. La memoria EPC è il primo banco di memoria scrivibile.

A seconda del tipo di chip, l'EPC può avere diverse impostazioni di fabbrica. Alcuni produttori forniscono l'EPC programmato con lo stesso codice, altri con un codice pseudo-random, altri ancora lo lasciano vuoto. Se si vuole utilizzare l'EPC impostato dalla fabbrica, è bene verificare come questo viene fornito.

 

3. Memoria TID

Questa memoria viene utilizzata solo per memorizzare il numero ID univoco del Tag. Il TID (Tag Identifier) viene assegnato dal produttore quando viene prodotto il chip. In genere, questa memoria non può essere modificata.

Dato che la parte iniziale del TID identifica l'azienda che produce il chip, ogni produttore ha la propria serie di codici, e in generale il codice TID è univoco a livello globale.

Se l'esigenza è quella di avere un codice univoco per identificare cose o persone, utilizzare il TID è la soluzione più semplice, in quanto si risparmia il passaggio di programmazione dell'EPC.

 

4. Memoria utente

Se l'utente ha bisogno di più memoria di quella disponibile nella sezione EPC, alcuni chip hanno una memoria utente estesa che può memorizzare più informazioni. Quando si tratta di memoria utente, non esiste uno standard sul numero di bit di memoria scrivibili su ciascun Tag.

Uno dei chip più diffusi, dotato di una buona memoria utente, è il Monza 4QT, con 512 bit. Tuttavia, ci sono alcuni Tag con una memoria utente molto più ampia, fino a 4 o 8 kbit. Questo è il secondo banco di memoria scrivibile per i chip RFID di tipo Gen 2.